Suspiria

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domenica 29 gennaio 2017

Il caso Borden


'900. Andrew Borden, la sua seconda moglie Abby e le sue figlie Emma, di 42 e Lizzie, 32, vivevano a Fall River assieme alla domestica Bridget Sullivan. Andrew era molto ricco; egli era proprietario di banche, fattorie e terreni. Lizzie, la figlia minore, rimpiangeva molto la morte della madre avvenuta quando lei aveva soltanto due anni; aveva un rapporto burrascoso con suo padre, che la violentava, abusando così di lei sessualmente. Inoltre, ella e sua sorella Emma non andavano molto d'accordo con la loro matrigna Abby, Le due vivevano da zitelle una vita che non volevano, in una casa dove non c'erano neanche acqua e bagno, dove però c'erano presenze che non apprezzavano. Ci fu un episodio, dove dei ladri rubarono a casa Borden e Andrew, uccise gli uccelli cari a Lizzie. La figlia ne pianse molto la morte. Mentre le sorelle Borden vivevano senza neanche poter godere dell'acqua, Andrew spese i propri soldi per comprare una casa alla sorella della moglie Abby. La vita a casa Borden non era semplice e non si respirava alquanto l'aria di famiglia. 
Andrew era un uomo che tutti, nel quartiere, volevano morto.
Dopo che ci fu in casa un altro furto, il padre famiglia asserì di sapere chi fosse il ladro e di sbrigarsela poi, a modo suo. 
Probabilmente, chi rubava in casa non era qualcuno che veniva da fuori, ma qualcuno che viveva dentro. Probabilmente, sarà stata una ripicca dei Lizzie nei confronti di suo padre.
4 Agosto 1982: fu lì che avvenne il massacro.
La giornata si svolse normalmente; Andrew uscì e in casa rimasero Abby, Lizzie e la domestica. Emma, invece, era in vacanza con dei parenti. 
Abby , la prima vittima venne brutalmente uccisa a colpi d'ascia e, un'ora dopo, alle 10:40 Andrew tornò a casa, dove cominciò a leggere il giornale. Successivamente si udì un urlo straziante di Lizzie alle 11:10. La Sullivan, la domestica, arrivò sul luogo e trovò Lizzie sconvolta accanto a suo padre morto, colpito anch'egli da un'ascia.
L'assassino colpì Abby mentre lei era di spalle a rifare il letto dove aveva dormito suo fratello la notte prima e ricevette ben diciannove colpi. 
Andrew venne colpito dieci o undici volte, sul sofà, mentre stava riposando. 

Andrew Borden



Abby Borden

Vennero date tante versioni diverse dell'accaduto.
Inizialmente, Bridget Sullivan, la cameriera, asserì che di ritorno, ad Andrew si bloccarono le chiavi e la porta di casa venne bloccata anch'essa ed ella sentì la risata di Lizzie provenire dalle scale. 
Questo venne considerato significativo, perché il corpo di Abby era visibile dalle scale. 
Successivamente la Sullivan ammise che durante il fatto, si trovava al terzo piano a pulire i vetri, quando sentì Lizzie chiamarla dal piano di sotto, mentre urlava;''Maggie, papà è morto. Qualcuno è entrato e l'ha ucciso!''. 
Secondo le versioni di Lizzie, invece, ella non si trovava al piano di sopra. Disse che il padre le chiese dove fosse Abby e lei gli rispose che era uscita per visitare un amico. Ha ammesso lei stessa di aver sfilato gli stivali all'uomo e aspettato mentre si mettesse a fare un pisolino, tutto mentre Bridget era andata a riposare in camera da letto.
Inizialmente dichiarò di essersi recata nella stalla e di essersi messa a mangiare pere, ma fu risultato impossibile perché quel giorno faceva tanto caldo e sarebbe stato insostenibile sopporrtare il sole per la durata di ben venti minuti.  
Abby morì un'ora prima del marito, quindi fu improbabile che un estraneo entrato in casa si fosse nascosto e avesse aspettato così tanto fino all'arrivo del marito per ammazzarlo se c'erano anche Lizzie e la domestica lì presenti in casa. E perché, allora, non togliere la vita anche a queste ultime due?
Una delle teorie è che quello fu un anniversario di strage. La madre di Lizzie era morta a 32 anni e Lizzie stessa, quando venne commesso l'omicidio, aveva proprio 32 anni. La stessa età per rivendicare la morte della madre e la nuova vita del padre, che abusava di lei.
Oppure, Emma e Lizzie si erano messe d'accordo per eliminare le due persone che tanto odiavano, così Lizzie appena ne ebbe l'occasione, colpì, spietata.
Eppure, avrebbe potuto commettere l'omicidio anche la domestica Sullivan, tanto amica e complice della nostra cara Lizzie.
Ma la verità, non la sapremo mai. 
Lizzie venne prima accusata, la prima tra gli indiziati, poi assolta: innocente era, secondo la giuria.
Con tutte le prove che si avevano a suo sfavore, non venne condannata ugualmente.
Lizzie, morì nel 1927 lasciando il patrimonio ricevuto dalla morte del padre, ai parenti , agli amici e alla lega della protezione per gli animali.
E voi, vi spingereste così tanto pur di avere la vostra vendetta? Vi macchiereste di atti crudi e crudeli, solo per la vostra soddisfazione? Solo per veder morti le persone che tanto odiate? Per vendicare una virtù rapita e strappata via?
Ancora oggi, sull'omicidio dei Borden si svolgono indagini e teorie, poiché non si sa ancora ciò che avvenne davvero lì dentro.
E ancora oggi, il caso Borden, rimane irrisolto.

The Borden
Era ora il tempo adatto, il tempo propizio per agire.
Avrei avuto la mia agognata vendetta, bramata dalla mia fanciullezza.
Abby era già distesa a terra, pregna di sangue. Oh, quanto ne godevo.
Il suo cranio spappolato era la mia ambrosia ora e lui, sarebbe stato il prossimo.
Eccolo, giù, si sta spogliando del suo pastrano ed è ora accanto al divano.
Lo scorgo dalle scale e mi addentro giù, furtiva.
«Lizzie, cara. Aiutami a distendermi, su. Non indugiare e sbrigati»
La sua arroganza fa crescere in me ancor di più la carica d'ira: non avrai scampo.
Lo aiuto a togliere le scarpe e gli sposto le gambe con cura appoggiandole lì sopra al divano.
«Grazie Lizzie»
«Buon riposo, padre»
Due secondi, il tempo che egli chiuda gli occhi e...
Un colpo, due, tre. Sempre più forte, sempre più veementemente, con più foga e più rabbia.
Non gli do neanche il tempo e la forza di gridare. 
Padre mio, ora sei negli inferi, dove devi stare.
Hai rubato la vita mia e io ti ho restituito all'inferno.
Diciannove colpi e l'ascia cade a terra, son sfinita, ma n'è valsa la pena.
Nessun senso di colpa, nessuna pena... solo... angoscia e tanta, tanta soddisfazione.
Ora non potrai più farmi alcun danno, papà.
Che le viscere dell'Inferno ti risucchino, per sempre.


lunedì 26 dicembre 2016

La famiglia Palmer di David Lynch


1990. Twin Peaks ha i suoi momenti di gloria sugli schermi della TV e diventa un successo mondiale. La storia nata da David Lynch e Mark Frost sta ricevendo il degno riconoscimento.
La serie non ha personaggi semplici: sono tutti studiati, ben analizzati, ben formati, diversi da quelli dei soliti telefilm. Sono marchiati da Lynch stesso.
Se troviamo un agente speciale con poteri extrasensoriali, una signora che vaga con un ceppo in mano, una donna instabile che si allena con le capacità fisiche di un uomo e una segretaria sbarazzina e buffa con la voce da infante, troviamo anche la famiglia differente, che diviene una cosa a parte.
La più contorta e analizzata, è proprio la famiglia Palmer.
Laura Palmer, figlia unica, è la bionda giovane donna, ancora ragazzina ma già matura sessualmente e in altri ambiti, la quale rappresenta il personaggio primario di tutta la serie. Problematica, devastata, impura e molto fragile interiormente, Laura è la vittima assoluta, la prescelta, la poi defunta.
Sarah Palmer, madre, è una donna fumatrice e debole, che viene usata, sfruttata e vittimizzata dal suo stesso marito, non avendo mai voce in capitolo. Sarah è buona, Sarah ha visioni paranormali, Sarah è instabile.
Leland Palmer, è un avvocato e padre, un tipo sfizioso, attraente e allegro, ma proprio dietro a queste caratteristiche positive cela dietro un grande segreto.


David Lynch tra dramma e ironia riesce a raccontare il vero terrore che si cela nella vicenda.
Quella descritta da Lynch è una famiglia atipica, stramba e di paese, che nasconde scheletri nell'armadio.
A Twin Peaks ogni famiglia è importante, il suo concetto lo è; noi entriamo nelle dimore di tutti, ci affezioniamo ad ogni singola persona  e respiriamo l'aria di casa.
Possiamo notare i Briggs, che, seppur non avendo dialogo, riescono a mantenere un buon rapporto, soprattutto quello tra padre e figlio (il maggiore e Bobby); gli Hayward, nonostante mantengano riservatezze, sono una vera famiglia modello, probabilmente anche più dei Palmer (difatti, Laura sogna appunto un legame come quello della famiglia di Donna).
I Palmer, all'esterno, appaiono perfetti, senza alcun difetto: la classica famiglia modello americana... che, ovviamente, cela i suoi segreti.
Se da un lato ci sono i momenti gioiosi e i disguidi tipici di una famiglia normale, dall'altro, vengono presentati accaduti peculiari e terrificanti, che non dovrebbero avvenire.
Troviamo l'equilibrio dei Palmer nella scena a tavola, quando madre, padre e figlia cominciano a comportarsi in maniera bizzarra, parlare in norvegese e cantare, per poi ridere fragorosamente.
Momenti in cui la madre chiede cose ordinarie alla figlia, in cui il padre severo osserva quest'ultima mentre parla coi suoi ragazzi. Il bene e la normalità sono lì, concentrati e mai perduti, ed escono fuori in pochi momenti, dove si ritrova la giusta armonia.
Ma la famiglia Lynchana non presenta solo questo, no.
Frost e Lynch hanno creato un connubio tra bene e male e l'hanno messo in atto.
Perché non c'è sempre il sereno.
C'è un buco nero nella famiglia Palmer, un buco che sta inghiottendo tutti, in particolare la giovane figlia. Un intruso spinto nel corpo di qualcun altro che sta svuotando, macchiando e ammazzando la bella, forte ma al contempo fragile Laura.
E si prova disgusto, dolore, sofferenza, nel vedere un padre crear danno così a sua figlia, rapendola e rubandole sé stessa, la sua vita, la sua integrità. Perché Leland è il fulcro del male, perché nonostante ami sua figlia più di ogni altra cosa, si lascia andare, si lascia calpestare per calpestare lei.
E' proprio per questo che Laura brama una famiglia come quella di Donna e, vorrebbe un legame paterno come quello tra Audrey Horne e suo padre Benjamin, perché il suo con Leland è... corrotto, anormale, insano, malato.
Ed è l'oscurità stessa, ad avvolgere casa Palmer: dalle mura che si spostano, dai letti che nascondono entità, dalle ventole che precedono il terrore, dalle finestre che son portali, dalle lenzuola che son testimoni di atti crudi.
E l'armonia viene così cancellata e occultata dal mistero e dal peccato, rendendo la famiglia Palmer, non una semplice famiglia americana, bensì LA famiglia, quella diversa, quella misteriosa, quella tragica.
Perché non c'è sempre il sereno. Perché non c'è sempre la quiete dopo la tempesta.
Perché Laura morirà e nulla si potrà più riparare.

lunedì 19 dicembre 2016

Armin Meiwes- Il cannibale di Rothenburg


Armin Meiwes

Armin Meiwes nasce a Essen, Germania, nel 1961. Egli è nell'esercito in qualità di tecnico informatico, conduce una vita regolare: un uomo comune, se solo non fosse in realtà... antropofago.
Difatti, Armin, dietro quel sorrisetto furbo, cela una gran passione per il cannibalismo. 
Egli desidera mangiare carne umana.
2001. Armin pubblica un annuncio su una bacheca virtuale in internet ,di antropofagi, ''The Cannibal Cafè'', 
Quello che scrive?
''Cerco un uomo ben fatto, tra i 18 e i 30 anni, per essere macellato''.
Una richiesta lontana dall'essere indolore, un qualcosa di diretto, deciso e spontaneo da parte sua.
Dopo aver inserito questo annuncio, riceve tante risposte da tanti interessati, ma il 9 Marzo viene contattato da un quarantenne esperto di computer berlinese, ingegnere elettrotecnico, Bernd Brandes, anch'egli con la medesima passione di Armin, il quale è disposto a farsi macellare e mangiare e che Armin stesso ritiene la sua vittima ideale. 

Bernd Brandes, vittima


Meiwes per l'occasione allestisce anche una stanza e i due concordano nel vedersi a casa sua, a Rothenburg. Brandes sa quale sarà la sua fine e decide di recarsi lì comunque, per dedicarsi letteralmente all'altro. E' il destino che desidera per lui.
Brandes vuole essere mangiato, ma non prima di essere condito in padella con olio, sale, pepe e aglio.
Armin somministra all'uomo una forte dose di sonniferi e alcol e per prima cosa, gli taglia il pene e lo assaggia parlando con Bernd, per poi dare qualche pezzo di carne ai suoi cani.
Decide di lasciarlo dissanguare nella vasca da bagno per ben tre ore! 
Dopo questo lungo tempo trascorso in tranquillità, Armin si mette all'opera e, mentre legge un libro di Star Trek, prima bacia la sua vittima e, successivamente, gli taglia la gola. 
Un ultimo saluto prima di raggiungere la morte.
L'uomo appende il corpo della vittima ad un gancio e comincia a sezionarlo, tagliandolo in due e scegliendo le parti da mangiare per prime. 
Egli congela la carne in frigorifero e seppellisce gli scarti nel giardino. La carne era circa 20 kg e ne mangiò per dieci mesi.

Foto tratte dal video

Stupidamente, Meiwes pubblica un ulteriore annuncio su ''The Cannibal Cafè'' quasi un anno dopo, ma un ragazzo, vista la richiesta, decide di contattare le autorità, sfortunatamente per l'altro. Le autorità si recano a casa di Armin, a Rothenburg e trovano nel frigorifero i resti umani di Bernd Brandes, più una videoregistrazione fatta da Armin stesso, della durata di tante ore, dove viene ripreso tutto il macabro accaduto.
Il cannibale viene arrestato nel 2002, nel 2004 condannato a otto anni di carcere, ma, in seguito, nel 2006 gli viene dato l'ergastolo, a Francoforte, in virtù dell'accusa di omicidio volontario. 
Inizialmente, il cannibale di Rothenburg spiega di non aver nessun rimorso e durante un'intervista, rilascia queste terrificanti parole:''La carne umana ha lo stesso sapore di quella di maiale, è solo leggermente più amara, ma più sostanziosa: è buona davvero". 

"E' una bella sensazione sapere che adesso lui è diventato parte di me". 
Successivamente, amette di provare profondo rammarico per ciò che ha fatto, e in seguito, stando in carcere, diviene vegetariano.
La sua vicenda venne accostata a quella del cannibale Issei Sagawa, il quale ammazzò e si nutrì di una ragazza dell'Olanda.
I Rammstein hanno scritto una canzone ispirata a questo accaduto, che si intitola ''Mein Teil''.




Nel 2006, Marian Dora (già regista del gore Melancholie Der Angel), delizia gli amanti del weird con questa biografia della vicenda tra i due uomini, tra il cannibale e la vittima consenziente.
''Cannibal'' riprende l'omicidio e, inoltre, aggiunge delle ore di amore e sesso tra i due protagonisti, rispettivamente Carsten Frank (nei panni di Meiwes) e Victor Brandl (Bernd Brandes) che interpreta la cosiddetta ''carne'' al macello.
Film molto lento, talmente lento da poter essere descritto come tedioso, ''Cannibal'' ha .una fotografia onirica e acida e presenta un'atmosfera molto areosa.
Degne di nota le scene romantiche tra i due uomini che hanno molto spazio nella pellicola, anche se romanzate un po' troppo. Seppur ci sia del romanticismo, c'è l'equilibrio dato dalle scene gore concentrate nel finale.
Ottima descrizione della storia, una narrazione tutt'altro che prolissa, non munita di alcun dialogo. 
Un film muto indipendente dall'alone onirico, adatto per chiunque voglia andare più a fondo nella storia del cannibale di Rothenburg.


 Poesia (dal punto di vista di Bernd Brandes)

''Cerco ragazzo ben fatto 
tra i diciotto e i trenta,
per essere macellato'',
le parole del Maestro Macellaio.
Capii di esser io il prescelto.
Giunsi da te e ti scelsi,
come tu scegliesti me.

Morii quando mi mangiasti.
Affondai in te e avesti la mia carne.
Morii per essere in te 
e morii,
essendo ormai,
in pace con me stesso,
parte di te.
Ero io il prescelto.




Ora Armin Meiwes è in galera e sta scontando la sua pena. Sarà cambiato? Forse no, forse lo sarà davvero... forse è restato interiormente il cannibale interessante e affascinante che ha spiazzato il mondo o probabilmente, avrà voltato pagina come David Berkowitz, ma niente, niente permetterà al mondo di dimenticare quel terrificante sorriso, pregno di pura perversione.





sabato 19 novembre 2016

Fuoco cammina con me- Perdizione


Era il 1992 quando David Lynch, regista statunitense di classe 1946, sbarcò al 45esimo festival di Cannes con il film prequel della serie madre e di culto ideata assieme a Mark Frost, ''I segreti di Twin Peaks'' (o semplicemente ''Twin Peaks''). ''Fuoco cammina con me'' (titolo originale ''Fire Walk With Me'') non ebbe la giusta visibilità che meritava e venne malevolmente accolto dalla critica, suscitando pareri e recensioni per la maggior parte negativi e sprezzanti. Se si guarda Twin Peaks, si viene catapultati in un mondo permeato da ironia, satira, giallo, dramma, psicologia e thrilling, abituandosi ad esso e innamorandosene completamente come un adolescente alle prese col primo innamoramento; perché è questo quello che significò Twin Peaks per le prime generazioni che videro la sua luce, la prima cotta, il primo sguardo volto alla Luna commuovendosi come il Ciaula di Pirandello, la prima partecipazione dello spettatore a rientrare inconsapevolmente in un ambiente da considerare poi quasi familiare: l'incontro con l'archetipo.
Sebbene le premesse, la serie al suo culmine lasciò tanti quesiti che avevano bisogno di ovvie risposte. I fan, speranzosi, bramavano le risposte che cercavano e pensarono erroneamente che il film fungesse da conoscenza assoluta di ciò che c'è dietro al sipario dello spettacolo di Lynch, rimanendo appunto, delusi. ''Fuoco cammina con me'' appare privo di senso di humour, tetro, presentandosi al pubblico interamente avvolto dall'alone di mistero, attorniato e colmo dentro di macabro: il frutto dell'orrore. Il film non è la fine di una ricerca, ma solo l'inizio dell'apprendimento sull'ignoto; i dubbi non vengono placati, ma raddoppiati, perché ogni opera di Lynch ti tiene per i capelli e ti trascina via verso il trip mentale, allontanandoti sempre più dalla realtà che, un tempo, si conosceva... o si credeva di conoscere.

''Se adesso tu finissi alla deriva nello spazio, pensi che ti fermeresti dopo un po' o cadresti sempre più veloce?''
''Sempre più veloce. Per qualche minuto non sentirei niente di niente, alla fine però prenderei fuoco e arderei in eterno. E gli angeli non mi potrebbero aiutare, perduti anche loro in un grande vortice...''