Suspiria

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venerdì 1 giugno 2018

I cannibali della Russia, terrore a Krasnodar


In un mondo dove il male è all'ordine del giorno e sovrasta i limiti prescritti dalla legge e dall'umanità, c'è ancora chi è in grado di terrorizzare, scioccare e far rabbrividire. L'uomo dovrebbe essere ormai pronto a ogni crudeltà e perversione inflitta all'altro, nel lungo corso dei secoli, ma questo non sempre accade. L'uomo non smetterà mai di provare la mera sensazione di paura, la paura dell'uomo stesso, che è colui da cui dobbiamo maggiormente proteggerci.

Krasnodar, capoluogo del territorio omonimo nella Russia meridionale, spiacevolmente, verrà ricordata per un recente caso di cronaca nera avvenuto proprio lì, sul suolo della città russa. Era un giorno come un altro, quando vennero ritrovati, in una scuola di volo, dei pacchetti misteriosi: al loro interno v'erano dei pezzi di carne umana.
Oltre ai pacchi sanguinolenti, anche un secchio con i resti e la borsa della vittima femminile. L'unica prova ritrovata tra le strade di Krasnodar vicine al luogo del ritrovamento dei resti del cadavere, fu un cellulare senza una scheda sim all'interno. Sul telefono, quello che trovarono fu altamente disturbante. Un uomo era il soggetto principale dei selfie presenti nella galleria fotografica: assieme a lui, le parti smembrate della vittima, come un trofeo di cui vantarsi.
Il sospettato, Dmitry Baksheev, nato in Siberia e rimasto orfano, venne fermato dalla polizia e inizialmente negò ogni coinvolgimento con l'omicidio. A detta della testimonianza di Dmitry, egli aveva soltanto ritrovato i resti della donna deceduta decidendo di scattare delle foto per poi gettare via il cellulare.
Ma, successivamente, si venne poi a scoprire la cruda realtà: ovviamente Dmitry non era stato unicamente uno spettatore del cadavere ritrovato in strada, bensì uno dei due carnefici, autori del violento massacro. Assieme a lui, sua moglie Natalia Shaporenko (che lo aveva sposato quando lui aveva 18 anni) colpevole non solo di aver ucciso la donna ritrovata assieme all'uomo amato, con cui instaurò da subito un legame morboso e marcio, ma anche di aver cucinato poi la sua carne morta.
La testa avvolta da mandarini con olive al posto degli occhi, ritrovata in casa della coppia.
Natalia e Dmitry, vittoriosi del loro efferato trionfo, non vollero solamente cucinare i resti del cadavere, ma anche mangiarli con gusto, per nutrirsi di colei a cui avevano tolto la vita. L'animale che caccia l'altra preda, un animale debole, per poi nutrirsi senza pietà. 
E' strano come l'uomo spesso non sia poi così dissimile dagli animali selvaggi e non lasciati in cattività, bensì ci si accorge di come egli possa essere ancor più spietato, nutrendo nel profondo desideri e pensieri deviati sfocianti in atti riprovevoli e repressi. 
Ciò che scoprirono dei due cannibali di Krasnodar fu agghiacciante: i due coniugi cacciavano le proprie vittime su siti di incontri online, per poi trucidarle e mangiarle. Nella perlustrazione del loro appartamento sono stati trovati un barattolo con fettine di pelle umana, una testa e tanti souvenir. Inoltre, nella loro abitazione c'erano anche tantissimi cellulari, presumibilmente di tutte le persone scomparse, con all'interno dei video tutorial su come cucinare la loro carne.
Le vittime dei due, in totale, furono ben trenta. La loro caccia è durata per ben vent'anni, cominciata  con la prima vittima dell'epoca il 29 Settembre 1999. Si dice persino che Natalia, infermiera di professione e moglie di Dmitry, abbia nutrito gli studenti dell'accademia militare di Krasnodar con la carne dei martiri, passando inosservata.
Assurdo e angosciante il modo in cui i due assassini seriali siano passati inosservati per così tanto tempo, uscendo allo scoperto soltanto ora rovinando l'immagine pubblica della Russia e dell'umanità intera, ormai imperniata sul peccato e la violenza. Una cosa utile però, proveniente da detti antichi, i due spietati killer l'hanno insegnata ancora: fidarsi delle persone è bene, non fidarsi è meglio.

giovedì 1 marzo 2018

La casa di vetro- Poesia



Giaccio nella casa di vetro,
ove l'acqua mai più sgorga,
ove l'aria mai più passa,
ove si muore eternamente.
Le membra si contorcono
e le bocche annaspano
vincolate all'ora più buia.
Resto nella casa di vetro,
ove il sangue cola a fiumi,
ove la speranza è già deceduta,
dove si muore in eterno.
I timpani deflagrano
nella dura calamità,
lasciati così
al delirio.
Avvolti dalla sorte
d'essere incatenati
in un perpetuo martirio.

mercoledì 24 gennaio 2018

Dove le rose sono più blu- Poesia


Riesco a percepire
la tua eco che mi chiama
e nel vento strilla,
in un turbine di foglie 
e speranze rubate,
crogiolate in un mondo 
perduto e reietto.
Questo dolore 
si alimenta della nostra ragione
e veniamo catapultate in un battito d'ali
nella gabbia 
del tormento eterno.
Scappiamo via.
Le foglie non cadranno più,
danziamo nel tempo
e giungiamo 
dove le rose sono più blu.
Le foglie non cadranno più, lo senti?
Siamo al sicuro, qui,
dove il mare è infinito
dove il male non può arrivare.
Riesci a udire il mio grido?
Ti sto portando in salvo.
dove il sole non smetterà di tramontare,
dove le rose sono più blu:
E le foglie... non cadranno più.


lunedì 20 novembre 2017

The Young Will Overcome- Manson Family



Rammentate il giorno, quando tutto ebbe inizio? I fiori profumavano di libertà, e l'erba era il nostro letto. Ricordo i momenti in cui eravamo liberi, c'era armonia nell'aria ed eravamo una cosa sola. Reietti, scaraventati via dai nostri simili, ci chiudevamo nel nostro buco sacro, dove si ballava e ballava nel vento, si cantava col cielo e ci si univa con la carne: eravamo un tutt'uno, noi, che potevano capirne gli altri? Quei momenti in cui eravamo ovunque, e quell'ovunque era 'casa'. Scappavamo e del mondo non ce ne importava nullaGiovani sciolti e senza inibizione, a caccia di nuove reclute per ampliare la bestia in una cosa sola. Noi, i prescelti, i figli della luce divina e progenie dell'inferno. ''Siamo coloro che usciranno dagli abissi e prenderanno il comando del mondo'',usava dire l'onnipotente. Ma esso era il nostro illuminismo,il nostro infinito che si estendeva col tappeto rossoverso le porte dell'aldilà. Nati figli della pace e poi divenuti soldati dell'apocalisse, ci siamo bagnati del peccato, impregnati di viscere e cadaveri, perché eravamo convinti: il mondo sarebbe caduto ai nostri piedi, e avremmo ricevuto la nostra rivalsa. Creati come fratelli,poi automi e schiavi di una furia assassina, moriremo robot creati per spargere sangue. E anche nell'oltretomba vagheremo soli verso la nostra sorte, carnefici delle nostre perversioni e vittime del nostro ego perduto. Ve lo ricordate quando tutto ebbe inizio?