Suspiria

Soundtrack

mercoledì 24 gennaio 2018

Dove le rose sono più blu- Poesia


Riesco a percepire
la tua eco che mi chiama
e nel vento strilla,
in un turbine di foglie 
e speranze rubate,
crogiolate in un mondo 
perduto e reietto.
Questo dolore 
si alimenta della nostra ragione
e veniamo catapultate in un battito d'ali
nella gabbia 
del tormento eterno.
Scappiamo via.
Le foglie non cadranno più,
danziamo nel tempo
e giungiamo 
dove le rose sono più blu.
Le foglie non cadranno più, lo senti?
Siamo al sicuro, qui,
dove il mare è infinito
dove il male non può arrivare.
Riesci a udire il mio grido?
Ti sto portando in salvo.
dove il sole non smetterà di tramontare,
dove le rose sono più blu:
E le foglie... non cadranno più.


lunedì 20 novembre 2017

The Young Will Overcome- Manson Family



Rammentate il giorno, quando tutto ebbe inizio? I fiori profumavano di libertà, e l'erba era il nostro letto. Ricordo i momenti in cui eravamo liberi, c'era armonia nell'aria ed eravamo una cosa sola. Reietti, scaraventati via dai nostri simili, ci chiudevamo nel nostro buco sacro, dove si ballava e ballava nel vento, si cantava col cielo e ci si univa con la carne: eravamo un tutt'uno, noi, che potevano capirne gli altri? Quei momenti in cui eravamo ovunque, e quell'ovunque era 'casa'. Scappavamo e del mondo non ce ne importava nullaGiovani sciolti e senza inibizione, a caccia di nuove reclute per ampliare la bestia in una cosa sola. Noi, i prescelti, i figli della luce divina e progenie dell'inferno. ''Siamo coloro che usciranno dagli abissi e prenderanno il comando del mondo'',usava dire l'onnipotente. Ma esso era il nostro illuminismo,il nostro infinito che si estendeva col tappeto rossoverso le porte dell'aldilà. Nati figli della pace e poi divenuti soldati dell'apocalisse, ci siamo bagnati del peccato, impregnati di viscere e cadaveri, perché eravamo convinti: il mondo sarebbe caduto ai nostri piedi, e avremmo ricevuto la nostra rivalsa. Creati come fratelli,poi automi e schiavi di una furia assassina, moriremo robot creati per spargere sangue. E anche nell'oltretomba vagheremo soli verso la nostra sorte, carnefici delle nostre perversioni e vittime del nostro ego perduto. Ve lo ricordate quando tutto ebbe inizio?



giovedì 24 agosto 2017

La tragica morte di Sophie Lancaster


Nella vita tutti siamo stati vittime di qualcuno, per qualche svariato motivo: chi per la provenienza, chi per i gusti personali, chi per l'aspetto... chi, come Sophie Lancaster, per la diversità. La diversità dovrebbe essere qualcosa che ci dovrebbe unire, non dividere: il mondo è bello perché vario, se fossimo tutti uguali dove starebbe la vera bellezza? Una persona è bella e apprezzabile nella sua unicità, nella sua personalità rara. L'omologazione ci rende dei robot, non degli umani. Quante volte avete sentito di persone maltrattate psicologicamente e fisicamente, picchiate, violentate e uccise per una loro particolarità fisica, sociale, mentale? Gli esempi che si potrebbero fare sono davvero innumerevoli, ma questa è la storia di Sophie. Sophie Lancaster, nata il 26 Novembre del 1986 nel Lancashire in Inghilterra, era una studentessa. I genitori ricordano Sophie come gentile, buona, divertente e coraggiosa. Una bella ragazza con tante qualità, strappata via dalla vita bruscamente e troppo in fretta. Sophie aveva un ragazzo, Robert Maltby di 21 anni, ed entrambi erano molto legati alla cultura goth. Entrambi intelligenti, sensibili, coscienziosi nella vita sociale e di tutti i giorni. Come tutti i giovani appartenenti ad una categoria culturale differente, Sophie veniva etichettata (come ad esempio vengono anche etichettati coloro appartenenti alla cultura metal). Etichettata perché diversa dal resto delle persone del luogo in cui abitava. Ora immaginate la scena di quella famosa notte, una scena cinematografica che può essere accostata ai peggiori film horror e di violenza psicologica mai fatti. Robert, ventunanni e Sophie, ventenne, una sera del 2007 stavano camminando per il parco ed erano di ritorno verso casa dopo essere stati da un paio di amici.Erano al Stubbylee Park tra l'1:10 e l'1:20 della notte, l'11 Agosto 2007. Un gruppo di adolescenti tra i quattordici e i diciassette anni con cui avevano parlato un po' senza problemi, cominciò ad inseguirli per il parco, fino a quando non aggredirono Robert senza prima nessuna provocazione. Robert venne buttato a terra, massacrato di pugni e calci in testa e nell'addome. Sophie intervenne per cercare di fermare il pestaggio e proteggere il suo ragazzo, ma la gang si accanì contro di lei in maniera ancor più brutale. Calci, pugni, ripetuti colpi in testa, salti sul corpo martoriato... Fino a quando entrambi i giovani non persero i sensi. Così il gruppetto di ragazzini andò via, lasciandoli morenti a terra. Soddisfatti, andarono a vantarsi delle loro gesta con i loro amici con frasi del genere:''C'erano due goth, due fenomeni da baraccone al parco. Dovreste vederli, sono davvero un pasticcio. Abbiamo fatto una cosa dannatamente buona''. Celebrarono così il loro attacco di bullismo e criminalità sulle povere vittime che erano appunto, Sophie e Robert. Un testimone quindicenne sul posto disse alla polizia:''Non hanno fatto altro che dare a calci in testa a lei e saltarle con le gambe e i piedi sulla testa.''La polizia asserì che gli attacchi ricevuti furono talmente brutali che dai corpi non riuscirono inizialmente a determinare il sesso dei due giovani, non riuscendo a capire chi fosse il ragazzo e chi la ragazza. Sophie aveva in viso impronte molto visibili di anfibi e il volto era deformato dai colpi presi. I due inizialmente furono in coma, ma fortunatamente Robert ne uscì vivo, anche se con traumi e perdite di memoria. Sophie invece subì un destino molto più crudele. I medici capirono subito che per lei non c'era speranza, non avrebbe mai ripreso conoscenza. Così, il respiratore venne staccato dopo tredici giorni dall'aggressione e Sophie morì. Non riuscì a lottare fisicamente contro quello che aveva ingiustamente subìto. Ryan Herbert e Brendan Harris vennero giudicati colpevoli dell'uccisione di Sophie Lancaster, che alla centrale di polizia durante l'interrogatorio continuarono a ridere dell'accaduto come se fosse una cosa divertente e di poca rilevanza. Sophie fu uccisa non per qualche comportamento scorretto, per qualcosa che aveva detto o fatto, ma semplicemente perché era vestita in maniera differente dagli altri!La cosa peggiore è che Robert ora dovrà continuare a vivere la sua vita rivivendo quella notte, in cui ha perso la sua donna, di cui, magari, si sarà sentito colpevole. Colpevole per non averla protetta come avrebbe dovuto, colpevole di non essere morto lui al posto di Sophie. Questo omicidio è ormai un simbolo nel mondo del goth moderno, poiché ha segnato tutti coloro che sono ''diversi'', che sono come era Sophie. Ha insorto in molti la paura, la paura di uscire di casa, di vivere liberamente la propria vita.  Sophie è l'esempio che non dovrete mai, mai rinunciare a quello che siete. Lottate, battetevi, andate contro le barriere e non perdete voi stessi, affinché siate sempre, voi stessi. Il limite umano non avrà mai fine e le povere persone ne rimetteranno, anche con la vita. Questo per disagio sociale, per ignoranza, per pregiudizi inutili, per mancanza di valore umano.  Prima di giudicare una persona per il loro aspetto, riflettete, pensateci bene prima, meditate sul vostro pensiero e andate oltre il modo di vestire, il modo di pensare e il modo di apprezzare qualcosa. Guardate l'animo delle persone, sempre, senza basarvi sulle apparenze, e andate oltre anche alle divergenze, ai contrasti, perché è lì che troverete la vera essenza umana ed è in quel momento che avrete capito cosa significa essere umani. Perché quando muore una persona, anche se non vi è simpatica perché diversa dal vostro io, non è una cosa da sottovalutare: con lei muoiono pensieri, visioni, pareri, emozioni, caratteristiche specifiche, passioni, sogni. Con lei muoiono tutte le persone che le sono attorno, che le vogliono bene, persone a cui quel qualcuno ha trasmesso qualcosa. Perché ognuno di noi segna qualcuno nella vita, anche con una semplice frase, con un sorriso, con un gesto. Ed è proprio grazie ad un'azione che Ryan e Brendan hanno segnato le vite di Sophie e Robert, per sempre.



martedì 18 aprile 2017

Il caso Borley- Una delle case più infestate al mondo



Chi non si è mai spaventato ritrovandosi di fronte a una presunta casa infestata dai fantasmi? O addirittura.. da poltergeist e Demoni. Chiunque, risponderete. 
Ebbene sì, le abitazioni infestate dai fantasmi hanno sempre creato terrore nell'animo dei viandanti e dei passanti, tanto che... le leggende su di esse, col passare degli anni altro non hanno fatto che ingigantirsi ancor di più.
Se c'è un luogo da citare, uno dei più infestati al mondo, quello è la canonica di Borley.
Borley Rectory, un edificio di circa undici camere da letto, più ulteriori stanze. La costruzione avvenne nel 1863 grazie al reverendo Henry Dawson Ellis Bull, a Borley, villaggio a 60 miglia a nord-est di Londra, nella costa sud-orientale. Purtroppo ora poco vi rimane, poiché è stato distrutto in un incendio nel 1939. 
Perché divenne celebre? Esso vanta di investigazioni del paranormale proprio a causa dell'infestazione di poltergeist più famosa al mondo (superando anche quella del caso Enfield).
Non si sentì mai parlare di fantasmi, fino al 1929, anno in cui Harry Price, studioso di paranormale, fece visita alla casa grazie alla chiamata del reverendo Guy Smith, che abiterà la casa per un anno.
La canonica cambiò nuovamente inquilini e si passò al reverendo Lionel Foyster e sua moglie Marianne. 
Con questi abitanti, i fenomeni si fecero più forti e incontrollabili: scritte che comparivano sui muri, pietre e libri che volavano, campanelli suonanti, getti d'acqua improvvisi, oggetti che sparivano e riapparivano senza il minimo senso e tanto altro ancora.
La notte per loro era così difficile dormire... poiché venivano disturbati da codesti fenomeni.
Il reverendo tenta un esorcismo, senza però non sortire alcun effetto. 
Una notte, la moglie Marianne, senza volerlo, intravide una macabra figura scura, grande, simile a quella di un pipistrello, ma senza riuscire però a identificarla.
Anche i vecchi fenomeni riapparvero, tra cui richieste d'aiuto e di preghiere.
Ma i Foyster non durano e proprio come gli altri abbandonano la canonica nel 1935. 
Il nuovo inquilino, l'investigatore del paranormale Harry Price, fa capolinea nell'abitazione nel 1937 e fa installare lì altri investigatori.
Anche essi, avrebbero poi rinvenuto fenomeni paranormali incontrollabili.
La leggenda però, è ancor più antica e la storia non cominciò proprio con la costruzione dell'edificio.
Il suo predecessore, su quella terra, fu un monastero dove viveva una monaca, rinchiusa tra le mura.
La donna era innamorata di un cocchiere e, ricambiata, dopo vari tentativi gli innamorati tentarono di fuggire via. Con la complicità del frate, salirono una notte su di una carrozza, ma fu troppo tardi perché un'identità strana diede l'allarme al monastero e questi vennero fermati.
Il frate e il cocchiere vennero giustiziati e la monaca, per punizione, murata viva in una cella del monastero.
Una storia che fa accapponare la pelle, pensare a una donna rinchiusa in un buco, nell'oscurità, senza cibo, acqua... mentre striscia nella notte in cerca di aiuto, fino a raggiungere proprio la morte.
Harry Price venne anche a sapere che, nel corso dei tempi, dopo il tramonto molti testimoni avrebbero visto proprio un'agghiacciante monaca in abiti scuri camminare a testa abbassata nel sentiero che porta al bosco.
Questo viottolo viene chiamato, per l'appunto, il ''sentiero della monaca''.
Price, dopo varie sedute, venne a contatto con lo spirito di una suora, Maria Lairre, vissuta nel XVI secolo. Coincidenze?
Nel 1939 la canonica di Borley passò ad un altro inquilino, W. E. Gregson, che, accidentalmente,
nel medesimo anno fece cadere una lampada a olio sul pavimento.
L'incendio, distrusse l'edificio e lo bruciò interamente.
Ma la storia non finì con l'incendio che rase al suolo la canonica.
Nel 1943 Price e i suoi collaboratori avviarono l'inizio degli scavi e ciò che vi trovarono fu spaventoso. Una mandibola che apparteneva ad una figura di sesso femminile, che si suppone potesse essere stata quella della monaca.
Molto prima, su quel terreno, è certo che le vittime che ci furono, furono proprio quelli della peste del XVII secolo. Fu però nel 1944 che le rovine della casa Borley, vennero finalmente, completamente, del tutto distrutte, ponendo fine a un mistero durato secoli.



La liberazione

Sia lodato nostro Signore,
cristo in croce che tu m'assista
in quest'epidemia del cuore
che m'ha colpito,
in questa terra su cui son
ormai naufragata.
Io, Maria,
come la santa vergine,
chiedo per il perdono,
per la tua misericordia.
Tienimi in vita padre mio,
non m'abbandonare anche tu
in questa landa oscura,
nel buio,
dove Satana può afferrarmi
e portarmi con sé nell'abisso infernale.
Ho peccato,
ma è il peccato più bello
che potessi commettere,
quello di amare,
amare follemente
come una madre col proprio bambino,
come una suora,
per Dio.
Sono qui per la mia espiazione
e non ti do alcuna spiegazione
perché se è per amore che subirò la mia pena
allora che mi prenda pure con sé la morte
e Satana stesso,
coi suoi Demoni infernali,
poiché non c'è cosa più letale
che mi abbia consentito di sentirmi viva
come l'amore.