Suspiria

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giovedì 9 febbraio 2017

Flakka: la droga sintetica del delirio e il cannibalismo


Da alcuni anni in Italia, e soprattutto in America, è arrivata la cosiddetta droga del cannibale molto "Low Cost"; molti giovani italiani affermano di averla reperita dalla comunità filippina, anche se l'origine di tale sostanza risale in Cina, Pakistan, ed India e di conseguenza esportata fin qui. Questa droga viene chiamata Flakka o Gravel, in italiano Ghiaia (materiale non friabile, non idrosolubile), ed è uno stimolante sintetico che venne sviluppato negli anni 60'. Dato che è uno pscicostimolante, come tale può causare paranoia, allucinazioni, stati psicotici, tachicardia, aumento dell'adrenalina e della forza che combinato insieme ad altre droghe causa la morte per suicidio. I principi attivi molte volte possiamo ritrovarle nelle droghe "ricreative" vendute come "sali da bagno". Il prezzo della dose si aggira attorno ai 5$ che corrisponderebbero a 4 euro circa, ed è prodotta sotto forma di cristalli che possono essere polverizzati e assunti per endovena, oppure possono essere ingeriti, sniffati, strofinati sui bulbi oculari e anche fumati tramite sigaretta elettronica e viene venduta come alternativa economica all’ecstasy e alla crystal meth per garantire divertimento. La durata della sostanza varia dalle 4 ore a diversi giorni e in alcuni casi si è visto che l'effetto durasse per un mese o in casi più gravi anche dopo quattro o sei mesi dall'assunzione; in America è scoppiato un vero e proprio boom tra il 2012 (nello specifico) e il 2015 registrando più di mille casi specialmente in Florida. Adesso attenzioniamo più nello specifico alcuni casi avvenuti sempre qui, in Florida che si pensa causino attacchi di cannibalismo in chi ne fa uso:
- Come hanno riposrtato molti giornali in America nel 2012, uno studente universitario americano di 19 anni, Austin Kelly Harrouff, è in fin di vita dopo essere stato fermato dalla polizia in seguito all’omicidio in Florida di John Stevens, 59 anni, e Michelle Mishcon, 53 anni, e all'aggressione di un vicino di casa che era intervenuto per cercare di difendere la coppia. Harrouff è anche accusato di aver preso a morsi il volto della donna, forse in preda ad un attacco di questa droga, che già in passato ha stimolato alcuni episodi di cannibalismo proprio in Florida. Come sottolinea il Palm Beach Post, al momento restano sconosciute le cause del duplice omicidio: assassino e vittime nemmeno si conoscevano. Un accoltellamento avvenuto "a caso", come ha spiegato lo sceriffo William Snyder, forse proprio sotto effetto di allucinazioni da droga. Il giovane è entrato nella casa della coppia a Jupiter River, zona residenziale vicino a Palm Beach, nella Contea di Martin: l’ingresso dal garage era spesso lasciato aperto per favorire le visite, essendo i padroni di casa molto socievoli. La donna è stata trovata accoltellata a morte in garage, mentre il corpo di Stevens era nel vialetto di accesso alla villetta con il giovane che stava attaccato al cadavere.I diversi test medici hanno dato esito negativo per quanto riguarda eroina e cocaina, metanfetamine e marijuana. Si ipotizza quindi che il ragazzo possa aver assunto la flakka. "La flakka non è una droga che si può rilevare in ospedale e neanche altre sostanze sintetiche che possono provocare quel delirio che abbiamo visto la scorsa notte", ha spiegato lo sceriffo. "Non credo di aver mai visto prima qualcosa di tanto violento, aggressivo in un omicidio", ha aggiunto. Lo studente, dotato di una forza anormale, è stato fermato dall’intervento di numerosi agenti, cani e una pistola paralizzante. Sembra che il 19enne Austin Kelly Harrouff fosse ancora sotto effetto di droga quando è arrivato in ospedale: era sotto choc ed emetteva anche suoni gutturali, di tipo animalesco, secondo i testimoni.
- Altro caso avvenuto a Miami sempre nello stesso anno(2012) è stato quello di Rudy Eugene che trovò il 65enne Ronald Poppo mentre stava dormendo sui binari di un treno e in  un raptus di pazzia, avrebbe poi cominciato a prenderlo a pugni per stordirlo (o forse per ammazzarlo). Una volta svenuto, il 31enne ha iniziato ad 'addentare' la sua preda.A salvare la vita a Poppo è stato l’intervento della polizia, che ha sparato e ucciso Eugene. "Mi ha divorato la faccia, mi ha strappato gli occhi con la bocca", ha raccontato Poppo alla polizia di Miami durante un'intervista: In quell’aggressione Poppo perse un occhio e il naso, e tuttora, benché il viso gli sia stato ricostruito, vede soltanto da un occhio.Il senzatetto ha detto ai poliziotti di non aver mai incontrato prima Eugene."Per un brevissimo lasso di tempo, ha raccontato Poppo, quando l’ho visto ho pensato che fosse un bravo ragazzo,ad un tratto però è come impazzito e si è diretto verso di me". E poi c’è stato l’attacco, un orripilante attacco durato 18 minuti, ripreso dai video di sorveglianza, e a cui solo l’arrivo della polizia ha potuto dare fine.Poppo non capisce che cosa abbia potuto scatenare questo impulso."Io di certo non gli ho detto nulla di male, né l’ho insultato". Dai test tossicologi fatti su Eugene è risultato che il giovane aveva assunto solo della marijuana, e non dei sali da bagno, come si era detto in un primo momento. Ma anche Poppo ha notato che Eugene agiva sotto l’effetto di qualche sostanza stupefacente."Mi parlava in modo strano, dicendomi che stavo per morire, e che anche lui stava per morire, ringrazio la polizia di Miami per avermi salvato giusto in tempo" cosi' concluse la sua intervista.
- Un altro caso di un giovane studente americano del Maryland ha confessato alla polizia di aver ucciso il suo compagno di stanza, per poi mangiarne il cuore e parti del cervello. Lo riportano i media americani, pochi giorni dopo un altro caso di cannibalismo avvenuto a  Miami. Kinyua Alexander, studente ventunenne della Morgan State University di Baltimore, è stato arrestato martedì dopo la scoperta nella sua casa di Harford County, da parte del fratello, di testa e mani di un uomo, secondo il Baltimore Sun. La vittima, Kujoe Bonsafo Agyei-Kodie, 37 anni, amico del padre dell'omicida, era scomparso da una settimana. Il suo omicida aveva denunciato la sua scomparsa dicendo che era uscito per andare a fare jogging. Dopo la scoperta di due scatole contenenti i resti umani nella sua cantina, la polizia ha interrogato ottenendo la confessione e pensano sia causato per l'appunto da questa "nuova" droga.
                                                                           
                 
Sempre a Miami, nel 2012 si verificò un fatto simile  e si ipotizzò anche allora, che il colpevole fu sotto effetto della medesima droga.
In Florida ci fu un ulteriore attacco ''zombie''.
La causa, sarebbe sempre la droga speciale, che ti procura il desiderio di carne umana.
Charles Baker, un uomo di 26 anni, si recò a casa dell'ex compagna per far visita ai figli.
Baker era sotto l'effetto di droga, iniziò ad urlare e spaccare mobili in preda a un raptus, fino a quando non si denudò e prese a morsi il braccio di un uomo che abitava nell'abitazione, Jeffrey Blake.
Sempre in quel periodo, un ragazzo ridusse in fin di vita un senzatetto, mangiandogli il 75 % del volto, Da qui, si pensò a un forte virus, proprio perché a distanza di giorni si seppe che nel Maryland, uno studente confessò di aver ucciso il compagno di stanza e di averne mangiato cuore e cervello.
La droga che veniva incolpata di esserne la causa, era di nuovo quella di ''sali da bagno'', e sarebbe un mix di LSD, ecstasy e metanfetamina e farebbe scattare la voglia insistente di mangiare carne umana.
Nei giorni seguenti, fece scalpore un altro caso di cannibalismo: Luka Magnotta che ammazzò e mangiò il suo fidanzato cinese per poi riprenderlo con una videocamera.
In Italia, invece, da poco tempo, son stati trovati dei filmati prova di immigrati che venivano smembrati e mangiati e i loro organi venduti.
Nel 2012, un ragazzo giapponese , Mao Sugiyama, 22 anni, asessuato, si fece asportare chirurgicamente i genitali e li fece mangiare a cinque ospiti ad un pranzo, ben cotti e conditi.
Così, dopo averli congelati, cosse e condì il suo pene e il suo scroto per farlo mangiare ad altre persone.
Inverosimile, no?
Ma cosa spinge l'uomo a mangiare carne umana? Quanti altri casi di cannibalismo ci sono al giorno d'oggi? Ce ne parla anche l'autrice Francine Arioza nel suo libro, ''Il lato oscuro del Brasile''.
Molti sono i casi, non son finiti qui e sicuramente non finiranno in futuro. Il cannibalismo è ancora vivo nei giorni nostri e probabilmente, c'è un cannibale in ognuno di noi, che vuole uscir fuori.
Perché il cannibalismo fa parte della natura.
Perché noi siamo la natura.
E la natura, non ha limiti.
                                                                                                             




Gente sotto effetto di flakka
https://www.youtube.com/watch?v=tfF440F8Inc
https://www.youtube.com/watch?v=ooVx6MlORkQ,
https://www.youtube.com/watch?v=EVfDgF8tPiw

Con la collaborazione di Jessica Renda

domenica 29 gennaio 2017

Il caso Borden


'900. Andrew Borden, la sua seconda moglie Abby e le sue figlie Emma, di 42 e Lizzie, 32, vivevano a Fall River assieme alla domestica Bridget Sullivan. Andrew era molto ricco; egli era proprietario di banche, fattorie e terreni. Lizzie, la figlia minore, rimpiangeva molto la morte della madre avvenuta quando lei aveva soltanto due anni; aveva un rapporto burrascoso con suo padre, che la violentava, abusando così di lei sessualmente. Inoltre, ella e sua sorella Emma non andavano molto d'accordo con la loro matrigna Abby, Le due vivevano da zitelle una vita che non volevano, in una casa dove non c'erano neanche acqua e bagno, dove però c'erano presenze che non apprezzavano. Ci fu un episodio, dove dei ladri rubarono a casa Borden e Andrew, uccise gli uccelli cari a Lizzie. La figlia ne pianse molto la morte. Mentre le sorelle Borden vivevano senza neanche poter godere dell'acqua, Andrew spese i propri soldi per comprare una casa alla sorella della moglie Abby. La vita a casa Borden non era semplice e non si respirava alquanto l'aria di famiglia. 
Andrew era un uomo che tutti, nel quartiere, volevano morto.
Dopo che ci fu in casa un altro furto, il padre famiglia asserì di sapere chi fosse il ladro e di sbrigarsela poi, a modo suo. 
Probabilmente, chi rubava in casa non era qualcuno che veniva da fuori, ma qualcuno che viveva dentro. Probabilmente, sarà stata una ripicca dei Lizzie nei confronti di suo padre.
4 Agosto 1982: fu lì che avvenne il massacro.
La giornata si svolse normalmente; Andrew uscì e in casa rimasero Abby, Lizzie e la domestica. Emma, invece, era in vacanza con dei parenti. 
Abby , la prima vittima venne brutalmente uccisa a colpi d'ascia e, un'ora dopo, alle 10:40 Andrew tornò a casa, dove cominciò a leggere il giornale. Successivamente si udì un urlo straziante di Lizzie alle 11:10. La Sullivan, la domestica, arrivò sul luogo e trovò Lizzie sconvolta accanto a suo padre morto, colpito anch'egli da un'ascia.
L'assassino colpì Abby mentre lei era di spalle a rifare il letto dove aveva dormito suo fratello la notte prima e ricevette ben diciannove colpi. 
Andrew venne colpito dieci o undici volte, sul sofà, mentre stava riposando. 

Andrew Borden



Abby Borden

Vennero date tante versioni diverse dell'accaduto.
Inizialmente, Bridget Sullivan, la cameriera, asserì che di ritorno, ad Andrew si bloccarono le chiavi e la porta di casa venne bloccata anch'essa ed ella sentì la risata di Lizzie provenire dalle scale. 
Questo venne considerato significativo, perché il corpo di Abby era visibile dalle scale. 
Successivamente la Sullivan ammise che durante il fatto, si trovava al terzo piano a pulire i vetri, quando sentì Lizzie chiamarla dal piano di sotto, mentre urlava;''Maggie, papà è morto. Qualcuno è entrato e l'ha ucciso!''. 
Secondo le versioni di Lizzie, invece, ella non si trovava al piano di sopra. Disse che il padre le chiese dove fosse Abby e lei gli rispose che era uscita per visitare un amico. Ha ammesso lei stessa di aver sfilato gli stivali all'uomo e aspettato mentre si mettesse a fare un pisolino, tutto mentre Bridget era andata a riposare in camera da letto.
Inizialmente dichiarò di essersi recata nella stalla e di essersi messa a mangiare pere, ma fu risultato impossibile perché quel giorno faceva tanto caldo e sarebbe stato insostenibile sopporrtare il sole per la durata di ben venti minuti.  
Abby morì un'ora prima del marito, quindi fu improbabile che un estraneo entrato in casa si fosse nascosto e avesse aspettato così tanto fino all'arrivo del marito per ammazzarlo se c'erano anche Lizzie e la domestica lì presenti in casa. E perché, allora, non togliere la vita anche a queste ultime due?
Una delle teorie è che quello fu un anniversario di strage. La madre di Lizzie era morta a 32 anni e Lizzie stessa, quando venne commesso l'omicidio, aveva proprio 32 anni. La stessa età per rivendicare la morte della madre e la nuova vita del padre, che abusava di lei.
Oppure, Emma e Lizzie si erano messe d'accordo per eliminare le due persone che tanto odiavano, così Lizzie appena ne ebbe l'occasione, colpì, spietata.
Eppure, avrebbe potuto commettere l'omicidio anche la domestica Sullivan, tanto amica e complice della nostra cara Lizzie.
Ma la verità, non la sapremo mai. 
Lizzie venne prima accusata, la prima tra gli indiziati, poi assolta: innocente era, secondo la giuria.
Con tutte le prove che si avevano a suo sfavore, non venne condannata ugualmente.
Lizzie, morì nel 1927 lasciando il patrimonio ricevuto dalla morte del padre, ai parenti , agli amici e alla lega della protezione per gli animali.
E voi, vi spingereste così tanto pur di avere la vostra vendetta? Vi macchiereste di atti crudi e crudeli, solo per la vostra soddisfazione? Solo per veder morti le persone che tanto odiate? Per vendicare una virtù rapita e strappata via?
Ancora oggi, sull'omicidio dei Borden si svolgono indagini e teorie, poiché non si sa ancora ciò che avvenne davvero lì dentro.
E ancora oggi, il caso Borden, rimane irrisolto.

The Borden
Era ora il tempo adatto, il tempo propizio per agire.
Avrei avuto la mia agognata vendetta, bramata dalla mia fanciullezza.
Abby era già distesa a terra, pregna di sangue. Oh, quanto ne godevo.
Il suo cranio spappolato era la mia ambrosia ora e lui, sarebbe stato il prossimo.
Eccolo, giù, si sta spogliando del suo pastrano ed è ora accanto al divano.
Lo scorgo dalle scale e mi addentro giù, furtiva.
«Lizzie, cara. Aiutami a distendermi, su. Non indugiare e sbrigati»
La sua arroganza fa crescere in me ancor di più la carica d'ira: non avrai scampo.
Lo aiuto a togliere le scarpe e gli sposto le gambe con cura appoggiandole lì sopra al divano.
«Grazie Lizzie»
«Buon riposo, padre»
Due secondi, il tempo che egli chiuda gli occhi e...
Un colpo, due, tre. Sempre più forte, sempre più veementemente, con più foga e più rabbia.
Non gli do neanche il tempo e la forza di gridare. 
Padre mio, ora sei negli inferi, dove devi stare.
Hai rubato la vita mia e io ti ho restituito all'inferno.
Diciannove colpi e l'ascia cade a terra, son sfinita, ma n'è valsa la pena.
Nessun senso di colpa, nessuna pena... solo... angoscia e tanta, tanta soddisfazione.
Ora non potrai più farmi alcun danno, papà.
Che le viscere dell'Inferno ti risucchino, per sempre.


lunedì 26 dicembre 2016

La famiglia Palmer di David Lynch


1990. Twin Peaks ha i suoi momenti di gloria sugli schermi della TV e diventa un successo mondiale. La storia nata da David Lynch e Mark Frost sta ricevendo il degno riconoscimento.
La serie non ha personaggi semplici: sono tutti studiati, ben analizzati, ben formati, diversi da quelli dei soliti telefilm. Sono marchiati da Lynch stesso.
Se troviamo un agente speciale con poteri extrasensoriali, una signora che vaga con un ceppo in mano, una donna instabile che si allena con le capacità fisiche di un uomo e una segretaria sbarazzina e buffa con la voce da infante, troviamo anche la famiglia differente, che diviene una cosa a parte.
La più contorta e analizzata, è proprio la famiglia Palmer.
Laura Palmer, figlia unica, è la bionda giovane donna, ancora ragazzina ma già matura sessualmente e in altri ambiti, la quale rappresenta il personaggio primario di tutta la serie. Problematica, devastata, impura e molto fragile interiormente, Laura è la vittima assoluta, la prescelta, la poi defunta.
Sarah Palmer, madre, è una donna fumatrice e debole, che viene usata, sfruttata e vittimizzata dal suo stesso marito, non avendo mai voce in capitolo. Sarah è buona, Sarah ha visioni paranormali, Sarah è instabile.
Leland Palmer, è un avvocato e padre, un tipo sfizioso, attraente e allegro, ma proprio dietro a queste caratteristiche positive cela dietro un grande segreto.


David Lynch tra dramma e ironia riesce a raccontare il vero terrore che si cela nella vicenda.
Quella descritta da Lynch è una famiglia atipica, stramba e di paese, che nasconde scheletri nell'armadio.
A Twin Peaks ogni famiglia è importante, il suo concetto lo è; noi entriamo nelle dimore di tutti, ci affezioniamo ad ogni singola persona  e respiriamo l'aria di casa.
Possiamo notare i Briggs, che, seppur non avendo dialogo, riescono a mantenere un buon rapporto, soprattutto quello tra padre e figlio (il maggiore e Bobby); gli Hayward, nonostante mantengano riservatezze, sono una vera famiglia modello, probabilmente anche più dei Palmer (difatti, Laura sogna appunto un legame come quello della famiglia di Donna).
I Palmer, all'esterno, appaiono perfetti, senza alcun difetto: la classica famiglia modello americana... che, ovviamente, cela i suoi segreti.
Se da un lato ci sono i momenti gioiosi e i disguidi tipici di una famiglia normale, dall'altro, vengono presentati accaduti peculiari e terrificanti, che non dovrebbero avvenire.
Troviamo l'equilibrio dei Palmer nella scena a tavola, quando madre, padre e figlia cominciano a comportarsi in maniera bizzarra, parlare in norvegese e cantare, per poi ridere fragorosamente.
Momenti in cui la madre chiede cose ordinarie alla figlia, in cui il padre severo osserva quest'ultima mentre parla coi suoi ragazzi. Il bene e la normalità sono lì, concentrati e mai perduti, ed escono fuori in pochi momenti, dove si ritrova la giusta armonia.
Ma la famiglia Lynchana non presenta solo questo, no.
Frost e Lynch hanno creato un connubio tra bene e male e l'hanno messo in atto.
Perché non c'è sempre il sereno.
C'è un buco nero nella famiglia Palmer, un buco che sta inghiottendo tutti, in particolare la giovane figlia. Un intruso spinto nel corpo di qualcun altro che sta svuotando, macchiando e ammazzando la bella, forte ma al contempo fragile Laura.
E si prova disgusto, dolore, sofferenza, nel vedere un padre crear danno così a sua figlia, rapendola e rubandole sé stessa, la sua vita, la sua integrità. Perché Leland è il fulcro del male, perché nonostante ami sua figlia più di ogni altra cosa, si lascia andare, si lascia calpestare per calpestare lei.
E' proprio per questo che Laura brama una famiglia come quella di Donna e, vorrebbe un legame paterno come quello tra Audrey Horne e suo padre Benjamin, perché il suo con Leland è... corrotto, anormale, insano, malato.
Ed è l'oscurità stessa, ad avvolgere casa Palmer: dalle mura che si spostano, dai letti che nascondono entità, dalle ventole che precedono il terrore, dalle finestre che son portali, dalle lenzuola che son testimoni di atti crudi.
E l'armonia viene così cancellata e occultata dal mistero e dal peccato, rendendo la famiglia Palmer, non una semplice famiglia americana, bensì LA famiglia, quella diversa, quella misteriosa, quella tragica.
Perché non c'è sempre il sereno. Perché non c'è sempre la quiete dopo la tempesta.
Perché Laura morirà e nulla si potrà più riparare.

lunedì 19 dicembre 2016

Armin Meiwes- Il cannibale di Rothenburg


Armin Meiwes

Armin Meiwes nasce a Essen, Germania, nel 1961. Egli è nell'esercito in qualità di tecnico informatico, conduce una vita regolare: un uomo comune, se solo non fosse in realtà... antropofago.
Difatti, Armin, dietro quel sorrisetto furbo, cela una gran passione per il cannibalismo. 
Egli desidera mangiare carne umana.
2001. Armin pubblica un annuncio su una bacheca virtuale in internet ,di antropofagi, ''The Cannibal Cafè'', 
Quello che scrive?
''Cerco un uomo ben fatto, tra i 18 e i 30 anni, per essere macellato''.
Una richiesta lontana dall'essere indolore, un qualcosa di diretto, deciso e spontaneo da parte sua.
Dopo aver inserito questo annuncio, riceve tante risposte da tanti interessati, ma il 9 Marzo viene contattato da un quarantenne esperto di computer berlinese, ingegnere elettrotecnico, Bernd Brandes, anch'egli con la medesima passione di Armin, il quale è disposto a farsi macellare e mangiare e che Armin stesso ritiene la sua vittima ideale. 

Bernd Brandes, vittima


Meiwes per l'occasione allestisce anche una stanza e i due concordano nel vedersi a casa sua, a Rothenburg. Brandes sa quale sarà la sua fine e decide di recarsi lì comunque, per dedicarsi letteralmente all'altro. E' il destino che desidera per lui.
Brandes vuole essere mangiato, ma non prima di essere condito in padella con olio, sale, pepe e aglio.
Armin somministra all'uomo una forte dose di sonniferi e alcol e per prima cosa, gli taglia il pene e lo assaggia parlando con Bernd, per poi dare qualche pezzo di carne ai suoi cani.
Decide di lasciarlo dissanguare nella vasca da bagno per ben tre ore! 
Dopo questo lungo tempo trascorso in tranquillità, Armin si mette all'opera e, mentre legge un libro di Star Trek, prima bacia la sua vittima e, successivamente, gli taglia la gola. 
Un ultimo saluto prima di raggiungere la morte.
L'uomo appende il corpo della vittima ad un gancio e comincia a sezionarlo, tagliandolo in due e scegliendo le parti da mangiare per prime. 
Egli congela la carne in frigorifero e seppellisce gli scarti nel giardino. La carne era circa 20 kg e ne mangiò per dieci mesi.

Foto tratte dal video

Stupidamente, Meiwes pubblica un ulteriore annuncio su ''The Cannibal Cafè'' quasi un anno dopo, ma un ragazzo, vista la richiesta, decide di contattare le autorità, sfortunatamente per l'altro. Le autorità si recano a casa di Armin, a Rothenburg e trovano nel frigorifero i resti umani di Bernd Brandes, più una videoregistrazione fatta da Armin stesso, della durata di tante ore, dove viene ripreso tutto il macabro accaduto.
Il cannibale viene arrestato nel 2002, nel 2004 condannato a otto anni di carcere, ma, in seguito, nel 2006 gli viene dato l'ergastolo, a Francoforte, in virtù dell'accusa di omicidio volontario. 
Inizialmente, il cannibale di Rothenburg spiega di non aver nessun rimorso e durante un'intervista, rilascia queste terrificanti parole:''La carne umana ha lo stesso sapore di quella di maiale, è solo leggermente più amara, ma più sostanziosa: è buona davvero". 

"E' una bella sensazione sapere che adesso lui è diventato parte di me". 
Successivamente, amette di provare profondo rammarico per ciò che ha fatto, e in seguito, stando in carcere, diviene vegetariano.
La sua vicenda venne accostata a quella del cannibale Issei Sagawa, il quale ammazzò e si nutrì di una ragazza dell'Olanda.
I Rammstein hanno scritto una canzone ispirata a questo accaduto, che si intitola ''Mein Teil''.




Nel 2006, Marian Dora (già regista del gore Melancholie Der Angel), delizia gli amanti del weird con questa biografia della vicenda tra i due uomini, tra il cannibale e la vittima consenziente.
''Cannibal'' riprende l'omicidio e, inoltre, aggiunge delle ore di amore e sesso tra i due protagonisti, rispettivamente Carsten Frank (nei panni di Meiwes) e Victor Brandl (Bernd Brandes) che interpreta la cosiddetta ''carne'' al macello.
Film molto lento, talmente lento da poter essere descritto come tedioso, ''Cannibal'' ha .una fotografia onirica e acida e presenta un'atmosfera molto areosa.
Degne di nota le scene romantiche tra i due uomini che hanno molto spazio nella pellicola, anche se romanzate un po' troppo. Seppur ci sia del romanticismo, c'è l'equilibrio dato dalle scene gore concentrate nel finale.
Ottima descrizione della storia, una narrazione tutt'altro che prolissa, non munita di alcun dialogo. 
Un film muto indipendente dall'alone onirico, adatto per chiunque voglia andare più a fondo nella storia del cannibale di Rothenburg.


 Poesia (dal punto di vista di Bernd Brandes)

''Cerco ragazzo ben fatto 
tra i diciotto e i trenta,
per essere macellato'',
le parole del Maestro Macellaio.
Capii di esser io il prescelto.
Giunsi da te e ti scelsi,
come tu scegliesti me.

Morii quando mi mangiasti.
Affondai in te e avesti la mia carne.
Morii per essere in te 
e morii,
essendo ormai,
in pace con me stesso,
parte di te.
Ero io il prescelto.




Ora Armin Meiwes è in galera e sta scontando la sua pena. Sarà cambiato? Forse no, forse lo sarà davvero... forse è restato interiormente il cannibale interessante e affascinante che ha spiazzato il mondo o probabilmente, avrà voltato pagina come David Berkowitz, ma niente, niente permetterà al mondo di dimenticare quel terrificante sorriso, pregno di pura perversione.